Alma universitas studiorum parmensis A.D. 962 - Università di Parma Alma universitas studiorum parmensis A.D. 962 - Università di Parma

Parma, 15 ottobre 2026 - L'incertezza geopolitica e le tensioni sui rapporti commerciali internazionali che continuano a mettere alla prova la tenuta del modello economico e politico su cui si fondano l'Europa e le sue democrazie saranno al centro il 23 ottobre all'Università di Parma dell'edizione 2026 dell'annuale Convegno Nazionale di Diritto Industriale organizzato dal 2001 dall'Ateneo.

La proprietà intellettuale all’avanguardia della società del cambiamento: idee e progetti per una nuova crescita felice e la difesa dell’Europa e del suo modello economico e politico di sviluppo, nel segno delle intuizioni di Stefano Sandri il titolo della giornata, che si svolgerà a partire dalle 9.30 nell’Aula Magna dell’Ateneo (Sede centrale, via Università 12)

Ad aprire i lavori sarà il Generale Vincenzo Camporini, già Capo di Stato Maggiore della Difesa, cui seguiranno gli interventi di docenti italiani e stranieri tra i più noti ed autorevoli nel campo del diritto dell'innovazione tecnologica. Tra questi Cesare Galli, titolare della cattedra proprio a Parma, che presiederà i lavori e terrà una relazione su Innovazione, sviluppo e sicurezza dell’Europa: il ruolo dei brevetti e dell’Intelligenza Artificiale.

Di fronte a questi problemi, l'innovazione tecnologica non è più soltanto un fattore di competitività industriale, ma una componente essenziale della sicurezza e dell'autonomia strategica del continente: la difesa, intesa in senso ampio, che comprende oggi anche la protezione delle infrastrutture tecnologiche e la cybersicurezza, esposte a forme sempre più insidiose di conflittualità ibrida, ma anche ai rischi derivanti dall'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale fuori controllo e alle relative responsabilità. In questo quadro la proprietà intellettuale si trova quindi all'avanguardia, secondo la felice metafora coniata da Stefano Sandri, recentemente scomparso. Alle sue intuizioni è ispirato il Convegno di quest'anno, che ha l'obiettivo di offrire non solo a studiosi e consulenti ma anche alle imprese un'occasione di aggiornamento e di confronto multidisciplinare su brevetti, marchi, design e diritto d'autore come leve concrete di innovazione, sicurezza e crescita per l'Europa.

Le imprese, infatti, proprio perché hanno come loro missione quella di rispondere ai bisogni e di anticiparli con la loro creatività e la loro capacità di innovazione, hanno bisogno di un quadro normativo chiaro, che le metta nella condizione di compiere al meglio questa loro missione sul mercato globale, nel cui contesto necessariamente anche la nuova economia dovrà svilupparsi: "Non si tratta - ha scritto il prof. Galli nella presentazione del convegno - soltanto di colmare il divario tecnologico rispetto a Cina e Stati Uniti, ma anche di saper tradurre l'innovazione in reali dinamiche di mercato, aumentando la produttività, per assorbire l'impatto delle spinte protezionistiche e tornare pienamente competitivi e in pari tempo per disporre delle risorse e delle tecnologie necessarie per la difesa dell'Europa e riprendere il processo di integrazione con gli altri Paesi che credono ancora nel libero mercato e nella libertà politica, come il Canada, ma anche tornando a contribuire allo sviluppo del sud del mondo, a cominciare dall'Africa, che non solo per la sua vicinanza geografica non può essere abbandonata in balia del nuovo violento colonialismo di marca russa e cinese e delle devastanti conseguenze del cambiamento climatico" e alla quale sarà dedicata la tavola rotonda che aprirà la sessione pomeridiana del convegno, cui prenderà parte tra l'altro Jean-Léonard Touadi, Senior Advisor della FAO.

Un percorso che unisce, come da tradizione del convegno, rigore scientifico e attenzione alle esigenze della pratica, secondo un approccio multidisciplinare, con l'obiettivo di delineare strategie efficaci per il futuro dell'Europa, della sua economia e del suo modello di sviluppo, fornendo non solo agli studiosi, ma a tutti coloro che si occupano professionalmente di questi diritti e che li utilizzano nella loro attività quotidiana gli strumenti conoscitivi per affrontare queste nuove sfide.

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