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Progetto internazionale Step Up PROTECTION

logo StepUp

 

Il progetto internazionale Step Up PROTECTION Stepping up the European cooperation and communication among PUblic & Private organizations for the PROTECTION of posted workers’ rights, di cui è Responsabile il Prof. Enrico Gragnoli, è incentrato sugli spostamenti transnazionali dei lavoratori e mirato a verificare l’incontro fra le ultime strategie regolative europee e i comportamenti imprenditoriali, e il ruolo concreto svolto dagli organi ispettivi.

bandiera Unione europea

Step Up PROTECTION, coordinato dall’Università di Parma, è finanziato dalla Commissione Europea (European Union Programme for Employment and Social Innovation - "EaSI" – Progress Axis) per 547.360 euro, di cui 142.882 destinati a Parma. Vi partecipano altri quattro Atenei europei (Università Cattolica Portoghese, Università di Granada, Università di Vilnius, Scuola nazionale di studi politici e amministrativi di Bucarest), le organizzazioni sindacali e datoriali e le autorità ispettive di ciascun Paese coinvolto.

L’idea di Step Up PROTECTION prende le mosse dai recenti interventi del legislatore europeo in materia di distacco transnazionale: interventi finalizzati a evitare lo spostamento a basso costo di personale in ambito transnazionale, con forme di pericolosa concorrenza fra lavoratori, in un temibile gioco al ribasso. Proprio l’idea di impedire queste strategie è il punto qualificante del sistema inaugurato dalla direttiva europea 67 del 2014 e oggi modificato in modo esteso dalla direttiva europea 957 del 2018, che completa il modello di protezione imperniato sull’applicazione al prestatore di opere di alcuni istituti propri dell’ordinamento del Paese di destinazione.

In questa stessa ottica deve leggersi anche la proposta di regolamento che istituisce l’Autorità Europea del Lavoro.

Il progetto si propone di verificare se e in quale modo abbia luogo l’incontro fra le ultime strategie regolative europee e i comportamenti imprenditoriali, e quale sia il ruolo concreto svolto dagli organi ispettivi. Questa dialettica fra imprese e organismi ispettivi impegnati ad assicurare il rispetto della nuova disciplina europea rappresenta dunque lo scenario in cui si inserisce l’approfondimento, che, partendo da una valutazione sistematica delle direttive e del prossimo regolamento, cercherà di comprendere come essi sono, o saranno, concretamente attuati e applicati nei differenti Paesi membri.

Questi i principali obiettivi:

  • analizzare i comportamenti più diffusi di violazione della disciplina europea rispetto alla regolazione oggi vigente, affinché possano esservi proiezioni sui rischi di trasgressione alla nuova direttiva 957 del 2018, di prossimo recepimento
  • analizzare la disciplina di recepimento della direttiva europea 957 del 2018 (in corso di approvazione o già adottata), affinché, sulla base di quanto emerge dalla ricognizione empirica, si possano valutare le soluzioni o le proposte dei singoli ordinamenti nazionali rispetto all’obiettivo di garantire un adeguato livello di effettività della disciplina comunitaria
  • identificare e promuovere meccanismi e strumenti che assicurino l’informazione dei lavoratori e dei datori di lavoro, sia nel Paese di origine sia in quello nel quale vengono rese le prestazioni, su diritti e obblighi, anche sperimentando iniziative divulgative sui punti cruciali delle norme europee
  • attivare un percorso formativo transnazionale rivolto alle autorità pubbliche competenti e alle parti sociali, per illustrare la nuova disciplina in materia di distacco transnazionale e il ruolo e le funzioni che saranno svolte dall’Autorità Europea del Lavoro
  • analizzare quale sia l’impatto complessivo e quali siano le potenziali conseguenze dei fenomeni di trasgressione e valutare se questi possano incidere non solo sull’attuazione della disciplina europea in materia di distacco transnazionale e sul raggiungimento dei suoi obiettivi di protezione dei lavoratori, ma persino sulla competizione fra imprese, creando indebiti e pericolosi vantaggi per coloro che trasgrediscono alle indicazioni dell’ordinamento europeo.
Pubblicato Mercoledì, 13 Maggio, 2020 - 10:48 | ultima modifica Giovedì, 6 Agosto, 2020 - 08:17