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ATENEO DI QUALITÀ ACCREDITATO ANVUR - FASCIA A

International Mobility: testimonianze di alcuni studenti (CdL in Giurisprudenza)

Esperienze raccontate da alcuni studenti, del Corso di laurea magistrale in Giurisprudenza del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali, che sono stati in mobilità internazionale (Erasmus + /Overworld):

Cinque mesi nella cosiddetta “Millor terreta del mon”

Tornai a febbraio dai cinque mesi ad Alicante, in Spagna.
Gli amici, i parenti, i colleghi di università mi riservarono tutti la stessa domanda: com’è andata in Erasmus?
Una domanda a cui io, puntualmente, non sapevo rispondere. Non ero in grado di dare una risposta non perchè non la conoscevo ma perchè, qualunque aggettivo o parola trovassi per descrivere ciò, non era adeguata. Qualsiasi parola risultava riduttiva e non riusciva ad esprimere a pieno le emozioni provate in quei mesi.
Alla fine trovai un modo di rispondere a questo quesito. La mia risposta diventò: “non si può spiegare, si può solo vivere”.
Questa è una frase che dice tutto e niente, ma che racchiude a mio parere quello che è l’erasmus: un periodo della tua vita in cui semplicemente ti senti vivo. Ogni mattina mi svegliavo e aprendo la finestra potevo ammirare il mare della costa alicantina, seguivo lezioni in uno dei campus più grandi d’europa, scoprivo ogni giorno nuovi luoghi e paesaggi.
Tutto ciò potrebbe far pensare che a rendere speciale quei mesi sia stato il luogo. Sicuramente Alicante e le sue temperature miti hanno influenzato positivamente il mio umore giornaliero. Alicante è una città di circa 300 mila abitanti sulla costa della comunità valenciana, a un’ora e mezza di distanza da Valencia e a un’ora da Murcia, soprannominata dal poeta Bretòn in valenciano “la millor terreta del mon” per la qualità della sua terra, anticamente utilizzata per pulire gli utensili da cucina, grazie alle sue  I punti di maggior interesse della città sono il famoso castello di santa Barbara -costruito nel 1200 su una piccola collina che si erge in mezzo alla città, da cui si può ammirare la costa e il bellissimo porto- le varie spiagge e il barrio antico, situato nel centro città.
A rendere speciale l’erasmus però non è la città in cui si vive.
L’erasmus è speciale di per sè. Perfezionare l’inglese e imparare una nuova lingua, instaurare amicizie con ragazzi esattamente come me provenienti da ogni parte del mondo, viaggiare, scoprire, ma anche provare un sistema universitario diverso dal mio. Tutto ciò ha reso il mio periodo di mobilità all’estero, il miglior semestre che potessi desiderare.
Tutt’ora, pensando a quei giorni, mi viene da sorridere. Mi rendo conto giornalmente di come quei mesi abbiano ampliato i miei orizzonti culturali, professionali e personali e non riesco ancora a trovare un lato negativo in questo progetto.
A tutti quelli che vorrebbero andare ma sono frenati dalle paure posso dire: è normale, anche io ho avuto le stesse identiche titubanze. Un posto nuovo, una nuova lingua, una nuova università, nuove persone, nuove abitudini. Tutto ciò può spaventare, ma dopo un iniziale periodo di ambientamento, tutto ciò scompare, lasciando il posto ad emozioni fortissime, destinate a rimanere indelebili nei ricordi e non solo.
Tutto ciò, racchiuso in poche parole: la scelta migliore che abbia preso in cinque anni di università.

Giovanni Sorrentino

 

Erasmus a Cordoba e Malta - Overworld in Brasile

L’Erasmus? Così bello che ne ho fatti tre!
Sfatiamo i luoghi comuni. L’Erasmus non è una perdita di tempo, ma un valore aggiunto.
Quando ho deciso di partire per la prima volta, l’Erasmus rappresentava per me una sfida: esami da individuare, scelta delle sedi, superamento delle selezioni e burocrazia da sbrigare. Non si trattava di scelte semplici, ma la voglia di arricchirmi sia da punto di vista personale che formativo mi spronava a portare avanti la scelta di partire.
Avevo solo 21 anni quando sono arrivata a Cordoba e non conoscevo bene la lingua. Sapevo solo di aver prenotato qualche notte in hotel, giusto il tempo di trovare casa e di dovermi recare in Università per l’espletamento degli adempimenti burocratici.
Nel giro di pochissimo mi sono ben ambientata nella bellissima città di Cordoba, dove ho trovato gente aperta, disponibile e calorosa. In Università mi accoglieva un personale competente e ben disposto ad aiutarmi nella gestione della burocrazia.
Nel corso di quell’anno mi rendevo conto di quanto bene mi stesse facendo l’Erasmus. Era come se tutto quello che facessi, dallo studio alle normalissime faccende di vita quotidiana, fosse influenzato da una ritrovata positività e da un’incredibile facilità.
Mi sono scoperta in grado di fare cose che non avrei pensato. Ho scoperto la bellezza delle altre culture, ognuna nella propria religione, nelle proprie tradizioni, nelle proprie arti.
Ho ritrovato tanti altri ragazzi europei in Erasmus come me, che insieme a me trovavano un senso di appartenenza comune al popolo europeo. Nella diversità di ognuno c’era la ricchezza degli altri.
Dalla Polonia al Portogallo, dalla Norvegia a Malta, dopo 70 anni di pace eravamo tutti insieme e condividevamo aule universitarie, esami, feste e viaggi in un continuo scambio reciproco. Chissà cosa avrebbero pensato i nostri nonni, che solo 70 anni fa si facevano la guerra. 
Ma tutte queste cose le avrei pensate solo al mio rientro in Italia.
Intanto mi concentravo sulle lezioni, la cui frequenza era ben gradita e sulla preparazione degli esami. Al mio rientro a Parma mi sono stati riconosciuti interamente sei esami (Diritto Internazionale - Pubblico e Privato -, Diritto Pubblico Comparato, Informatica giuridica, Unione Europea, e due materie opzionali), senza che fosse necessaria alcuna integrazione.
Le lezioni e gli esami si componevano di una parte teorica e di una pratica. In classe si svolgevano laboratori e risoluzione di casi pratici, per questo frequentare era quasi d’obbligo.
Delle altre due esperienze all’estero, una si è svolta fuori dai confini europei con il Programma Overworld, presso l’Università PUCRS, in Brasile, ove ho svolto parte della ricerca tesi, per un periodo di 4 mesi. Non avendo esami da sostenere non frequentavo alcuna lezione e svolgevo il lavoro di ricerca e di scrittura prevalentemente nella ricchissima e fornitissima Biblioteca dell’Università. Mi era stato affidato un professore che mi ha coordinata ed indirizzata nel lavoro di ricerca. Il tempo in Brasile è stato tanto breve quanto intenso, ma comunque sufficiente per imparare a parlare bene anche il portoghese.
Infine, il mio ultimo Erasmus ha avuto luogo nell’isola di Malta, ove, col programma Erasmus Traineeship, ho svolto un tirocinio trimestrale. L’occasione è stata utile per colmare finalmente le mie carenze in inglese ed ha rappresentato il primo approccio lavorativo dopo la laurea.
Ognuna di queste esperienze è stata oggetto dei miei successivi colloqui di lavoro e sempre sono state ben apprezzate dai miei interlocutori.
Adesso che sono trascorsi degli anni, sono certa che ripartirei per ognuna di queste mete. Da ogni esperienza sono uscita con un bagaglio personale, formativo e professionale più ricco.
Once Erasmus, always Erasmus. 
Crizia Carbotti

Università di Utrecht

Un’esperienza di studio e di vita decisiva.

Ho frequentato l’Università di Utrecht nell’anno accademico 2017/2018.  Tale scelta fu determinata tanto dal prestigio dell’università quanto dall’ampia e ben strutturata selezione di insegnamenti in lingua inglese offerti dal suo dipartimento di giurisprudenza.
Ad Utrecht ho sostenuto sei esami (Introduction to Dutch Law, Comparative Law Methodology, Comparative Constitutional Law, Legal Ethics, Foundations of EU Law, e Law & Identity), e mi sento di valutare il mio periodo di studio ivi svolto in modo decisamente positivo.

Per quanto riguarda l’aspetto accademico in senso stretto, l’Università di Utrecht si lascia apprezzare per la vocazione internazionale, la disponibilità e l’efficienza dell’organizzazione amministrativa, la funzionalità degli ambienti di studio e i metodi d’insegnamento innovativi.
In buona sostanza, l’attività universitaria coinvolge molto gli studenti: spesso i corsi prevedono la stesura di elaborati giuridici, presentazioni individuali e di gruppo, processi simulati e lezioni di stampo seminariale. Si tratta di un’impostazione che personalmente ho trovato sì impegnativa ma estremamente stimolante e la ritengo essenziale per la complessiva preparazione universitaria.
Inoltre, l’università si dimostra un ambiente assai attivo e piacevole da frequentare, con biblioteche ampie e moderne e diverse occasioni di incontro con studenti internazionali provenienti da ogni parte d’Europa e del mondo.

Per quanto riguarda, invece, la vita “extra-universitaria”, Utrecht mi ha offerto un soggiorno entusiasmante: trattasi di una città dinamica, tecnologicamente avanzata, giovane e vivace che è in grado di offire possibilità di svago e di arricchimento culturale di ogni tipo. Segnalo in particolare l’eccellente infrastruttura ciclabile che è un vanto dell’Olanda: ad Utrecht non solo si cresce accademicamente ma si diventa anche ciclisti provetti: al termine dell’Erasmus, autobus e automobili non rimarranno che un lontano e disprezzato ricordo. Da tener presente poi, la sua vicinanza alle altre principali città olandesi (Amsterdam, Rotterdam, L’Aia).

In conclusione, mi sento di consigliare vivamente Utrecht come destinazione Erasmus a chiunque intenda studiare all’estero con l’obiettivo di imparare tanto e di mettersi in gioco, senza però rinunciare allo svago e all’esplorazione personale e non solo accademica. Ritengo che Utrecht soddisfi appieno entrambe le esigenze.

Massimo Capobianco

Dall'Università Sorbona di Parigi....

Parigi e New York (Erasmus+ e Overworld)

Ho passato il primo semestre del mio quarto anno a Parigi (Université Pantheon-Sorbonne) e il secondo semestre del quinto anno a New York (Hofstra University). 
Studio giurisprudenza e spesso mi sento dire che “in Erasmus si perde tempo”. Io sorrido e penso al tempo che ho perso.
Prima penso a tutti gli esami che ho dato all'estero, ma subito rido di me stessa per la mia superficialità. Certo ho dato tanti esami, faticando a volte meno e a volte molto più che in Italia, ma sono ben altri i risultati che ho portato a casa.
Penso a quando avrò una laurea dell'Università di Parma, ma avrò studiato in tre atenei diversi. Avrò visto quali sono le risposte alle stesse domande giuridiche in ben tre paesi diversi. Avrò visto quanto in questi paesi cambi il modo di trovare le risposte. Sorpresa: non sempre il nostro sistema è il migliore, ma per accorgermene ho dovuto conoscere gli altri.
Penso a come prima di partire credessi di conoscere qualcosa della cultura francese e americana, mentre ora che sono tornata so che prima non sapevo proprio nulla e che di un paese non si sa proprio nulla finché non ci si vive. Finché non si parla con gli altri studenti, con i commessi del supermercato, con i proprietari di un bar, finché non si scende dal treno alla stazione sbagliata, finché non ci si trova a dover chiedere aiuto.
Penso al fatto che da quando sono tornata amo Parma ancora più di prima, perché sviluppare un occhio critico per la società che ci circonda non ci fa solo vedere cosa va migliorato, ma anche cosa diamo per scontato ogni giorno.
Penso a quanto poco tempo ci vuole per essere parte integrante di un luogo nuovo e chiamarlo casa. E come a volte ci si si sente più a casa là che qua, semplicemente perché uscire da un posto dopo vent'anni aiuta a capire chi siamo senza la rete di sicurezza a cui siamo abituati, chi siamo fuori dalla comfort zone, quindi chi siamo per davvero.

La Sorbona è tra le università più rinomate e antiche d'Europa. Avere l'occasione di studiare in questo ambiente prestigioso non solo fa la differenza nel curriculum, ma comporta il mettersi alla prova ogni giorno con un sistema accademico completamente diverso dal nostro.
Studiare legge in Francia significa approfondire in piccole classi (di 15 studenti) la materia che si preferisce, imparare a scrivere, commentare e criticare le decisioni giurisprudenziali e partecipare a lezioni che non sono solo “frontali”.
 

Jelena Segovic

 

... alla Hofstra Law School (Hempstead - New York-USA)

Hofstra è un'università americana privata situata a mezz'ora di treno da Manhattan. Studiare e vivere in un campus universitario è un'esperienza che in Italia è quasi impossibile vivere. Nel campus tutto gira intorno allo studente. Le biblioteche (ce n'é per tutti i gusti, dal salottino con i giornali da leggere, al tavolino isolato, al panorama del decimo piano) sono aperte 24 ore al giorno tutti i giorni. La piscina, la palestra, il teatro e il cinema sono all'interno del campus, a disposizione totale degli studenti, che sono invitati a partecipare a qualsiasi sport, corso o evento che gli interessi. Le banche dati danno accesso a qualsiasi rivista giuridica e la maggior parte dei libri sono disponibili in e-book, consultabili con un click. Un ufficio è dedicato ad aiutare gli studenti a scrivere un cv perfetto e trovare tirocini e impieghi.

Jelena Segovic

Dall’Università di Lapin Yliopisto (Lapland) ....

"Sono partita per Rovaniemi al secondo anno del mio percorso universitario senza neanche immaginare cosa mi aspettasse. Sono arrivata a inizio Gennaio 2016 nel mondo della Lapponia finlandese, quando le temperatura variava dai -30° ai -40° e le giornate erano sempre buie. I primi giorni sono stati strani, soprattutto perché non ero abituata ad un ambiente simile, senza la luce del sole per 24h. Ciononostante non ho avuto problemi, era solo un mondo per me nuovo e misterioso. È stata un’esperienza estrema nel senso positivo del termine e credo che se non avessi scelto Rovaniemi come meta per l’Erasmus, molto probabilmente avrei perso l’occasione di vedere tante cose a cui noi del “Centro Europa” non siamo abituati.
Ogni sera, o anche durante la notte, c’era la corsa per uscire ed andare a guardare le aurore boreali. Vedere un’aurora boreale, e queste luci che tra il verde e il viola danzano nel cielo come se stessero ballando, è un’emozione unica e rara che non capita spesso, anzi, direi quasi mai, nella vita. Da fine Marzo in poi, quando le giornate si iniziavano ad allungare, il paesaggio cambiava
completamente aspetto: sembrava un mondo nuovo. Da metà Maggio a fine Giugno è sempre giorno ed era incredibile guardare il sole di mezzanotte sulle rive del fiume che attraversa la città di Rovaniemi.
L’Università, Lapin Yliopisto, è una struttura abbastanza grande e moderna, caratterizzata da un’arte ed un’architettura finlandese. Oltre alla biblioteca centrale, ci sono molte aule dove gli studenti possono studiare. Il sistema accademico finlandese è abbastanza particolare, diverso rispetto al nostro. Gli esami sono scritti, e la tipologia dell’esame varia da un esame scritto a libro chiuso, agli essays o ai journals. 
Io mi sono trovata benissimo sia con i Professori (sempre molto disponibili), che con gli studenti, anche se i finlandesi sono persone abbastanza fredde e distaccate.
L’organizzazione è stata impeccabile ed io adoravo passare le giornate in università a studiare, mi sentivo come a casa.
Consiglio vivamente a tutti di trascorrere un periodo di studi a Rovaniemi perché non è un’esperienza che capita spesso nella vita.
Inoltre, al terzo anno del mio percorso universitario ho vinto la borsa di studio Overworld per andare a studiare alla Hofstra Law School (Hempstead -New York-USA), e non avevo realizzato fino a quando non sono atterrata all’aeroporto John. F. Kennedy.

Altea Di Stefano

... alla Hofstra Law School (Hempstead - New York-USA)

Hofstra Law è un’università che si trova nel cuore di Long Island, nello stato di New York, a soli 40 minuti di treno da Manhattan.
Il sistema americano è basato sul common law e gli studenti studiano i casi giurisprudenziali. Ogni materia da Contracts a Torts, da Property a Constitutional Law, è basata su casi giurisprudenziali e sul principio dello stare decisis.
Giurisprudenza è una facoltà molto importante negli States e c’è una dura selezione per poter fare il test d’ingresso. La scuola di legge dura tre anni e gli studenti fanno molta pratica già dal primo anno. Un sistema accademico completamente diverso dal nostro che a mio parere è molto efficiente; è molto più pratico che teorico.
Gli studenti già dal primo anno si esercitano in maniera pratica facendo i Mock Trials, che sarebbero delle simulazioni processuali tra più università all’interno degli Stati Uniti.
Hofstra University è un campus molto grande all’interno del quale non vi è solo il college, ma anche l’università, con una pluralità di facoltà. Inoltre dispone di tutti i servizi per gli studenti: dalle grandi biblioteche, alle sale computer, dalle piscine, palestre, e servizio mensa di ogni tipo, al residence.
Io ho vissuto nel campus e ho avuto modo di conoscere persone, che ad oggi sono amici, provenienti da ogni parte del mondo, con culture e storie diverse ma al tempo stesso interessanti.  Un’esperienza che mi ha arricchito sotto ogni profilo.
Studiare secondo il loro metodo all’inizio è stato faticoso, ma poi se c’è passione per quello che si studia, e se davvero si ama ciò che si fa, riesci ad adattarti a tutto, e a raggiungere risultati lodevoli. Durante il mio soggiorno ad Hofstra, ho scritto anche parte della mia tesi di laurea.
Oggi ho una seconda famiglia nella Grande Mela, e ho amici sparsi in giro per il mondo. Porto con me un bagaglio ricco, per la mia carriera, e per il mio futuro".

Altea Di Stefano

Erasmus + presso l'Universidade de Coimbra (Portogallo)

"Il mio Erasmus in Portogallo? Ripartirei domattina, se solo potessi.

L'Università di Coimbra, tra le più antiche al mondo, è senza dubbio una delle migliori istituzioni universitarie portoghesi. La Facoltà di Giurisprudenza, nello specifico, annovera tra i suoi docenti molti dei più importanti giuristi lusitani ed i suoi locali si trovano in una splendida sede, Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Durante la mia esperienza (circa dieci mesi), non ho avuto particolari difficoltà di carattere amministrativo. Gli studenti Erasmus sono molto seguiti da due uffici (Casa da Lusofonia e il Gabinete das Relações Internacionais della Facoltà) e possono frequentare gratuitamente corsi di lingua portoghese (A1, A2, B1, B2) offerti dall'Università. Anche grazie a questa opportunità ho potuto comprendere tranquillamente le lezioni e sostenere tutti gli esami oralmente in lingua portoghese senza grandi problemi.

Infine, Coimbra è una vera e propria città universitaria a misura di studente. Oltre che nella zona universitaria, è facile trovare giovani (provenienti anche da tutta Europa) studiare nei bar e caffetterie di tutta la città senza alcun problema (e ad ogni ora!). Infatti, la lunga tradizione accademica della città (che porta gli studenti a seguire la praxe e vestire con il tipico traje) fa sì che tutta la vita di Coimbra ruoti attorno ai ritmi dell'Università, rendendo unica e stimolante ogni attività.

È stata un'esperienza di crescita formativa enorme che mi ha consentito anche di creare solidi legami accademici e personali che durano ancora oggi."

Guglielmo Agolino

Overworld presso la Pontifícia Universidade Católica do Rio Grande do Sul (PUCRS) - Brasile

"La mia esperienza Overworld in Brasile è stata principalmente legata ad un periodo di ricerca per la tesi di laurea. Ho trovato la Pontifícia Universidade Católica do Rio Grande do Sul (PUCRS) estremamente organizzata e pronta a rispondere rapidamente a tutte le esigenze di uno studente che non proviene dall'America Latina. Il docente della Facoltà di Giurisprudenza della PUCRS che ha orientato la mia attività di ricerca è stato di grande disponibilità e punto di riferimento essenziale. La fornitissima biblioteca dell'Università è stata all'altezza delle necessità della mia ricerca. Infine, all'interno del campus universitario vi era tutto il necessario per affrontare le giornate universitarie (mensa, copisteria, libreria, bancomat, farmacia, ecc).

La borsa di studio mi ha aiutato a sostenere buona parte delle spese necessarie. Ho alloggiato in una residenza per studenti universitari a lato dell'Università, in cui vivevano anche molti studenti internazionali. Ciò ha immerso la mia esperienza all'interno di un fantastico clima internazionale dove non mi sono mai sentito da solo anche se lontanissimo dall'Italia."

Guglielmo Agolino

Erasmus + presso l'Universiteit Gent (Belgio)

"Un giorno qualunque di inizio settembre dell’anno scorso mi sono trovata per la prima volta in un aeroporto lontana da casa, sprofondata in mezzo a kg e kg di valigie e a molte paure. Con le gambe che mi tremavano e la testa piena di interrogativi come “starò facendo la cosa giusta?”, “farò fatica ad adattarmi?”, iniziava il mio Erasmus, che, come avrei capito non troppo tempo dopo, è stata la decisione migliore che potessi mai prendere.

Ritrovarsi catapultati in un paese mai visto prima, nel mio caso il Belgio, circondata da persone che non parlano la tua lingua, sommersi in responsabilità e abitudini del tutto nuove è una sensazione che non si scorda facilmente.

Quando dicono che l’Erasmus apre la mente e che ti fa rendere conto di appartenere a qualcosa di più grande della propria città e della propria università, di essere insomma un cittadino del mondo, sembrano frasi fatte ma vi assicuro che è proprio così. In poco tempo si impara a sentirsi a proprio agio ovunque si vada, a pensare e a farsi capire in una lingua straniera, e anche ad approcciarsi alla materia che si studia da tanti anni in maniera del tutto nuova, più elastica, più veloce.

L’Erasmus mi ha insegnato ad essere indipendente, mi ha fatto scoprire una nuova curiosità per il diverso, per ciò che non rientra nella nostra quotidianità. Ho imparato che a prescindere dalla nazionalità, dalla lingua, dalla cultura, abbiamo tutti la stessa voglia di scoprire, di imparare, di saperci muovere con disinvoltura ovunque andiamo.

Uscendo dalla mia comfort zone, e cioè partendo per l’Erasmus, ho imparato a chiamare casa non solo la mia città, ma un gruppo di persone, una stanza in uno studentato, un’università diversa dalla mia, e infine, l’Europa."

Stefania Aversa

Overworld presso la Mc George School of law (California)

"La mia esperienza in California, per il progetto Overworld, è stata una delle migliori mai fatte durante gli anni universitari. Grazie a questo progetto, ho avuto l'opportunità di ottenere una borsa di studio per passare un periodo in California, a Sacramento, e ricercare lì sulla legalizzazione della marijuana, un tema tanto attuale quanto avvincente. Grazie agli ottimi rapporti tra l'ateneo di Parma e la Mc George School of Law, noi studentesse abbiamo ricevuto un'ottima accoglienza dal personale dell'università ospitante e un grande aiuto nello svolgimento della ricerca. L'università, in particolare nella persona del nostro mentore, il professore Michael Vitiello, ci ha messe in contatto con molti personaggi coinvolti a vario titolo nel processo di legalizzazione della marijuana in California (giornalisti, coltivatori, addirittura uno degli avvocati che ha maggiormente contribuito alla stesura del testo della riforma) e ci ha procurato una serie di incontri e rassegne che si sono rivelate utilissime ai fini della nostra ricerca. Grazie a questo, abbiamo potuto sperimentare un tipo di studio mai fatto nell'università italiana: empirico e dinamico, con l'opportunità di confrontarci direttamente con gli addetti ai lavori e di osservare dal vivo l'impatto del fenomeno della legalizzazione sulla comunità. Il professore Vitiello, inoltre, si è rivelato una persona squisita ed estremamente disponibile, coinvolgendoci il più possibile anche in attività ricreative e permettendoci di integrarci al meglio nell'ambiente accademico, con modi molto informali e mettendoci estremamente a nostro agio. Infine, il campus della Mc George School of law, oltre ad avere una meravigliosa struttura, moderna e circondata dal verde, è pullulante di studenti che provengono da tutto il mondo. Tra loro ho stretto alcune amicizie che spero di coltivare per tutta la vita."

Martina Scocca

Pubblicato Lunedì, 19 Marzo, 2018 - 17:44 | ultima modifica Mercoledì, 17 Luglio, 2019 - 12:05